5 MOTIVI SCONCERTANTI PER RACCONTARE L’UNGHERIA

Viaggiare per me ha un sapore di casa; viaggio da più tempo di quello che riesco a ricordare: in treno, in macchina, in aereo, in barca. Ricordo da piccola un sacco di percorsi fatti a piedi; mi vengono dei flash mentali non tanto delle cose viste quanto delle sensazioni che provavo durante questi viaggi, alcuni brevi, altri lunghi.

Ogni anno sento un forte bisogno di viaggiare come se fosse una cosa innata, un po’ come gli uccelli che migrano istintivamente. A differenza degli uccelli, io, come credo molta gente, ogni anno “migro” in un posto nuovo nella cerca delle mie vecchie sensazioni incartate in paesi, paesaggi e città diverse.

Quest’anno sono “volata” in macchina verso l’est e ho scelto di passare per l’Ungheria dopo aver attraversato un pezzettone della Slovenia venendo dall’Italia.

In Ungheria, le cose più sconcertanti che possa aver notato tra le altre,

non necessariamente in quest’ordine,

1. I cartelli stradali: se fossero scritti in sanscrito forse avrei capito di più. Km di cartelloni stradali con illeggibili scritte lunghissime, per me solo parole rifrangenti criptate che solo Dio lo sa se erano città, uscite, mette turistiche…

Mi chiedevo mentre tentavo di leggerle: ma se un turista si trovasse nelle disgraziata situazione di dover chiamare l’ambulanza o per esempio la polizia o chiunque a cui riferire il punto dove si trova (autostrada, strada regionale, statale che sia), come se la cava?!

Come è possibile che a nessuno mai non gli abbia venuto l’idea di scrivere i cartelli bilingui per i poveri turisti? Almeno in autostrada!

Devo dire però che le uniche parole leggibili sono Balaton e Budapest che compaiono ovunque per km e km come se girassi in cerchio.

2. La polizia in macchina: in tutti paesi del mondo, o almeno nei paesi che contano, le forze dell’ordine vengono denominate con termini simili “polizia”, “police”, “policia”, “polizei” associate di solito al colore blu oppure azzuro.

La polizia detta anche rendőrség (solo in Ungheria)

La polizia detta anche rendőrség (solo in Ungheria)

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Se la mente ogni tanto mente perché l’amore deve sempre amare?

Credo che si riesce ad affermare con certezza chi si ha amato per davvero nella vita solo quando si sta per lasciare questo mondo. Ma proprio quando il momento è vicino perché se ci si prova prima a fare i conti col cuore molto probabilmente ci si sbaglia!

Perché? Perché probabilisticamente pensando, da un lato ci sia ancora la possibilità di innamorarsi ed amare con tutti noi stessi qualcuno, in quel breve lasso di tempo prima di andarsene, come non abbiamo mai amato in tutta la vita. E allora la domanda “chi ho amato di più nella mia vita?” si sposta di una virgola.

Dall’altro canto, nell’arco della vità succede che i conti e le classifiche subiscano grosse variazioni dovute alle nostre dinamiche fisiologiche, psicologiche e sociali.

In tanti, a vent’anni abbiamo già incontrato e sperimentato l’amore più grande della nostra vita; a testimoniare ci sono i fiumi di parole nei nostri diari, le poesie e le canzoni scritte, gli stati sui nostri social e per alcuni, gli anniversari dei matrimoni e i compleanni dei figli.

A trent’anni, come a quaranta, a cinquanta e cosi avanti, la nostra mente ha sempre la risposta pronta: un volto, un nome con le afferenti prove anche se per molti di noi, di tanto in tanto, il nome e il volto cambiano.

tumblr_mt6j7tXa6J1qgfsl3o1_1280La mente è capace anche d’ingannarci pur di offrirci all’occorrenza il nome perché sa che l’amore ha bisogno di amare, cioè l’amore ha bisogno di rispecchiarsi ovvero ha bisogno di certezze.

Peccato però che le certezze a volte si rivelano delle barriere proprio per la loro natura. Il bisogno di certezza vale a dire di sicurezza una volta soddisfatto induce molti di noi a una sorta di letargo sopratutto mentale e di conseguenza diventa una barriera.

Per questo mettere in dubbio le risposte sull’amore della nostra mente è segno di maturità perché spesso la mente ci mente e l’amore non ama per davvero.

E se la mente non ci dà una risposta forse è perché sta per rompere le barriere e si prepara per il vero amare che deve ancora arrivare.

Chiedersi sul grande amore è naturale ma ottenere delle risposte certe è impossibile o almeno non molto prima di morire.